Bianco come il latte…Si, ma quale? 16 Febbraio 2015 – Posted in: Dieta, Etichette, il Blog – Tags: , , , ,

Iniziamo dalla definizione di latte.
Latte alimentare: prodotto ricavato dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa delle mammelle di animali in buono stato di salute e nutrizione.
Chimicamente parlando è un liquido bianco opaco, costituito per la maggior parte di acqua (80-95%), che congela, similmente all’acqua, a -0.55°C ed evapora a 100.15°C.
Ha un PH molto vicino alla neutralità (6,5-6,7) – se state pensando di usarlo come detergente intimo, lasciate perdere – ed è a tutti gli effetti da considerarsi un alimento, più che una semplice bevanda, motivo per il quale è importante mantenerne sotto controllo l’assunzione – ha più kcal di birra e vino – e conoscere le differenze tra le varie tipologie.
Confrontiamo velocemente la composizione nutrizionale dei più utilizzati.

I dati sono in relazione a 100 g di prodotto (1/2 bicchiere di plastica, per dare una misura indicativa):
l.an.veg.so.man.

I primi tre latti sono di origine animale, nello specifico vaccina.
Di certo rappresentano i latti con la maggior parte di nutrienti nella più piccola concentrazione, soprattutto per quanto riguarda il calcio.Il latte scremato subisce un maggior numero di processi industriali di quello intero e di quello parzialmente scremato per arrivare ad una % di grassi inferiore allo 0,8% ed è per questo considerato un latte dietetico. I livelli di micronutrienti sono molto simili per i primi tre, completamente differenti per i latti di origine vegetale.

I latti vegetali sono comunque degli ottimi prodotti, utilizzabili per variare l’alimentazione (se ci fate caso, se fate colazione con il latte, utilizzate certamente lo stesso tipo ogni giorno, forse anche la stessa marca), sia se si decide di intraprendere diete particolari come quella vegetariana o vegana.
I latti di origine vegetale, contengono però un vantaggio non espresso in tabella, diversamente da quelli animali hanno un contenuto, seppur molto basso di fibra, completamente assente nei primi.
Il latte di soia ( 0,4 g di fibra) latte di mandorla( 0,8). Quest’ultimo ha una composizione chimica molto differente da quello si origine animale,soprattutto per i micronutrienti, pertanto secondo alcuni, il suo consumo non può in alcun modo sostituirlo.
Il latte industriale è uno degli alimenti soggetti ai “consigli della nonna” non più applicabili. Ad esempio, non è affatto consigliabile bollirlo (cosa invece consigliata per il latte appena munto), poichè la ri-bollitura (dato che ne subisce già a livello industriale) è garanzia di perdita di molti fattori nutritivi, quali ad esempio le vitamine, è responsabile di una ridotta assimilazione della caseina(gruppo di proteine presenti nel latte di origine animale) e ridotta digeribilità, diversamente da quanto vi dirà la vostra cara nonnina,a causa della scissione di alcuni grassi, che vanno a sfavorire l’assorbimento dei nutrienti del latte, se lo bollite, ne assimilerete molto di meno.

Sitografia:

http://nut.entecra.it/646/tabelle_di_composizione_degli_alimenti.html
http://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/tabella01077.php
http://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/tabella01088.php
http://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/tabella01151.php
http://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/tabella16223.php
http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/latte-di-mandorle.html