Etichetta alimentare, cosa deve e non deve dirci. 4 Marzo 2015 – Posted in: Etichette, il Blog – Tags: , , , , ,

Etichetta.
E – ti – chet – ta.
Etimologia: dal francese ètiquette : regole di comportamento. Francesi bigotti.
Stare all’etichetta significava rispettare le regole.

Magari fossero bigotti gli etichettatori dei nostri prodotti alimentari di oggi.

Storicamente, forse presi dall’urgenza di mangiare, ce ne siamo sempre beatamente fregati di sapere cosa ci fosse nelle botti e nei barattoli fino al 1400 :

epoca di risveglio culturale dal buio medioevo, in cui proprio sul fondo delle botti del vino fanno la loro comparsa delle piccole informazioni, sull’anno di imbottigliamento ( o imbottamento ).
1600: i Francesi, sempre loro, iniziano a tirarsela un po’ (menarsela per gli amici di Milano, fare i vanitosi per gli altri) e a mettere delle chicchissime (si legge scicchissime) targhette di carta sulle loro bottiglie di Champagne,1 dichiarando guerra culinaria “Italia – Francia”.
Il che ci spinge un secolo dopo, col nostro perfetto tempismo (di 100 anni!) a voler inserire anche noi informazioni in targhetta.
La nostra etichetta si chiama pizzolino ( etimologia dubbia e oltremodo comica) in cui inseriamo in più dei cugini di Francia anche casa produttrice e informazioni sulla qualità del prodotto.
E ora? Chi se la tira di più? La guerra culinaria è ufficialmente iniziata.
1847: prime stampe a colori con una tecnica che ho scoperto oggi pomeriggio su wikipedia (la cromolitografia) migliorata e perfezionata a venire fino alle etichette moderne. 800px-Lager_Bier_(LOC_pga.02166)

In Italia oggi:

Secondo l’articolo 1 del D.Lgs n.109 del 1992 l’etichetta è “l’insieme delle menzioni, indicazioni, marchio di fabbrica, immagini e simboli riferiti al prodotto …”

Per legge l’etichetta deve essere:

  • Chiara ,ovvero comprensibile ;
  • Leggibile, con attenzione al tipo, al formato e alla grandezza del carattere;
  •  Indelebile, cioè non si può scrivere a matita o con le penne replay.In etichetta DEVONO OBBLIGATORIAMENTE comparire:1. Stato Fisico dell’alimento: solido, liquido, liofilizzato, in polvere, fresco (il mio preferito)…
    2. Ingredienti : a) TUTTI anche microtracce a prova di Horatio Caine di C.S.I. Miami;
    b)IN ORDINE DECRESCENTE per quantità, ovvero da quello più presente nel                                   prodotto a quello meno presente;
    c) tutti gli additivi (spesso scritti in codice) e le possibili tracce di…
    3. La scadenza e le modalità di conservazione : per mettervi fretta ed inquinare di meno.
    Notate bene “da consumarsi preferibilmente entro” vuol dire che la data indicata è quella in cui l’alimento POTREBBE iniziare a perdere parte delle sue qualità, non è una condanna a morte, nè una rata di Equitalia in scadenza, se ne mangiate il giorno indicato come scadenza, potreste sopravvivere.
    4.Paese d’origine e luogo di provenienza;
    5.Quantità del prodotto, al netto (quindi senza contenitore ed eventuali liquidi (ad es. Sgocciolato );Nell’etichettatura di un prodotto alimentare sono VIETATI:
    -L’ uso di termini e messaggi ingannatori per il lettore
    ,quindi
     mancanza di chiarezza.
    – L’attribuzione al prodotto di proprietà che non possiede 
    – Il paragone con altri prodotti dello stesso tipo, la scelta deve essere il più possibile libera.
    – l’ attribuzione di uno o più poteri curativi.

    L’etichetta nutrizionale, a cui daremo molta attenzione nei prossimi articoli, è del tutto facoltativa.

    Nell’augurarvi una buona spesa, vi ricordo di prestare attenzione!

  • Fonti:http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_215_allegato.pdf
    http://it.wikipedia.org/wiki/Etichetta_di_identificazione