Olio di palma, 5 si e 5 no. 12 Aprile 2015 – Posted in: Etichette, il Blog – Tags: , , ,

Tutte le volte che sui network impazza qualche battaglia, il web si divide in due macrocategorie:
gli estremisti e quelli che vanno contro gli estremisti.
Il dibattito è aperto. A voi l’onore di farvi un’opinione, io riporterò 5 tesi a favore e 5 contro, basate su studi scientifici, siti internet di opinione e il mio modesto parere personale.

Se siete estremisti, avete già preso in mano la vostra cartelletta di petizioni da firmare. Se siete tra i secondi inizierete ad avere tremori, sudorazione diffusa e un’irrefrenabile voglia di urlare contro i primi.
La verità sta nel mezzo, o almeno così dovrebbe essere.

INFORMAZIONI NEUTRE.

frutto e semi di palmaCos’è l’olio di palma?
L’olio di palma è un olio ricavato dai semi dell’omonima pianta, la palma. Ne viene prodotto il quantitativo di ben 27 milioni di tonnellate l’anno (quasi superiore all’olio di soia nel 2007).
E’ un componente di tantissimi prodotti, non solo alimentari.
Trova impiego nella cosmesi,in saponi e detergenti e come combustibile. E’ un olio semisolido, il che vuol dire che a temperatura ambiente sembra un panetto di burro.
l'olio di palma a temperatura ambiente.

Da dove ha origine? Come è arrivato a noi oggi?In Africa storicamente l’uso alimentare di olio di palma è sempre stato piuttosto comune. Ne abbiamo testimonianza fin dalle epoche coloniali, quando però la sua importazione era rimasta a margine dei commerci poichè di olio in Europa ce n’era a sufficienza. Durante la rivoluzione industriale era utilizzato come lubrificante dei macchinari delle fabbriche. Poichè molto economico, si pensò che la coltivazione della palma da olio potesse combattere la povertà, pertanto a partire dagli anni ’60 il governo inglese promosse un grande piano di coltivazione della palma da olio nelle colonie, assegnando ai coloni spazi di terra in cui vivere e coltivare le piantagioni.

Ad oggi dove viene coltivato?

Il 39% di questo olio viene prodotto in Malesia, dove si trova anche il più grande centro di ricerca e di studio dei prodotti derivati dalla palma, il Palm Oil Research Institute of Malaysia (Porim).

Da cosa nasce allora il dibattito?

Dal fatto che si sta sempre di più utilizzando nella grande distribuzione alimentare e gli esperti stanno studiando se, come e quanto questo ingrediente possa essere vantaggioso o dannoso per la salute.

PRO: cc

1) L’olio di palma ,in realtà la sua varietà rossa, cioè quello non ancora raffinato, è considerato più sano di quello bianco, dato che è più ricco di sostanze benefiche, come l’ubichinone ( o coenzima Q), che si trova all’interno delle nostre cellule ed è importantissimo per la catena di trasporto degli elettroni, ( https://it.wikipedia.org/wiki/Catena_di_trasporto_degli_elettroni).
2) E’ ricco di tocoferolo, un composto della Vitamina E, che ha importanti proprietà antiossidanti.
3) E’ molto economico, il che lo rendo favorito a molti altri oli vegetali (di soia, di canapa…) per la grande produzione industriale, che punta al risparmio per favorire la preparazione di prodotti economici e veloci da cucinare.
4) E’ praticamente insapore, quindi si può aggiungere a produzioni dolci e salate senza modificarne il gusto.
5) Secondo alcuni studi scientifici, sia sull’uomo che sugli animali, il consumo di olio di palma non sarebbe poi così pericoloso. Molti di questi studi ci dicono una frase che abbiamo già sentito: “è solo l’eccesso che potrebbe avere effetti dannosi! 
Tutto sta nel quantificare questo eccesso.


CONTRO:cc

1) Contiene in proporzione troppo acido palmitico, che in accordo con l’ OMS è direttamente correlato ad aumento del colesterolo LDL (quello cattivo) nel sangue e di rischio di patologie cardiovascolari.
2) Non è ecologico, la sua produzione provoca deforestazione, sfruttamento delle risorse naturali e, secondo alcune fonti, anche umane (probabilmente per lo sfruttamento del lavoro).
3) Essendo molto economico e avendo un sapore quasi neutro, è utilizzato in talmente tanti prodotti alimentari che superarne la “dose consigliata” è davvero molto semplice, il che ha portato i pediatri e gli esperti a sconsigliarlo alle mamme per la nutrizione dei bambini.
4) In etichetta potete trovarlo anche celato sotto il nome di “olio vegetale“. Non è sempre specificato ,anche se la legislazione alimentare si sta muovendo nel rendere obbligatoria la specifica. Fino ad allora, occhio!
5) Riuscendo ad evitarlo saremmo costretti a rifugiarci in preparazioni più casalinghe e ad evitare molti prodotti pronti all’uso.(Questo punto 5 lo reputo più un pro che un contro, ma non molti sono entusiasti all’idea di dover preparare i pasti!)

LasciandoVi l’onore di farvi la vostra opinione, Vi lascio due link che elencano alcuni tra i prodotti commerciali più comuni in cui è assente l’olio di palma.
http://www.ilgiornaledelcibo.it/ecco-la-lista-di-biscotti-e-merendine-senza-olio-di-palma/
http://www.ilfattoalimentare.it/prodotti-senza-olio-di-palma.html

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_palma
http://www.greenme.it/consumare/16195-olio-di-palma-classifica-aziende
Odio O.J., Ofori S., Maduka O. Palm oil and the heart: A review. 2015 Mar 26;7(3):144-9. doi: 10.4330/wjc.v7.i3.144.
Abubakr A., Alimon A.R., Yaakub H., Abdullah N., Ivan M., Effect of feeding palm oil by-products based diets on muscle Fatty Acid composition in goats. 2015 Mar 19;10(3):e0119756. doi: 10.1371/journal.pone.0119756. ECollection 2015.

– Fattore E., Fanelli R., Palm oil and palmitic acid: a review on cardiovascular effects and carcinogenicity.2013 Aug;64(5):648-59. doi: 10.3109/09637486.2013.768213. Epub 2013 Feb 14.