Ma se non sopporto cucinare? 18 Settembre 2017 – Posted in: Dieta, il Blog

Da quando mi occupo di nutrizione, anzi da prima in realtà, ho sempre amato i fornelli.
Cucinare mi rilassa.
[A Joe Bastianich non piacerei, ma io non sono uno chef.]
Quando passo delle giornate infernali, sfogo il nervosismo su carote, sedano e cipolla.
Se vi invito a casa e c’è il ragù, è stata una giornata dura.
Da quando faccio questo lavoro, cucinare bene mi gratifica.
Prestare attenzione alle dosi e ai nutrienti è una sfida.
Creare piatti completi, nutrizionalmente a posto e buoni mi piace.
Ma ci vuole tempo, e no, non è detto che amiate farlo.

C’è chi dice che cucinare sia un gesto d’amore.
Ma l’amore si dimostra in un sacco di modi diversi.
Quindi oggi mi rivolgo a te, che l’amore lo dimostri in un’altra maniera.
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Ecco una manciata di consigli “dietosi” per chi non ama stare col grembiule tra forno e fornelli.

#1. Surgelati,minimo sforzo massima resa. Se sai cosa scegliere.
Anche se i fornelli non li ami, in qualche modo devi nutrirti e una scappata tra gli scaffali tocca anche a te.
Lo so, l’istinto ti spingerebbe di cattiveria al banco surgelati. Lì sembra tutto così “pronto in un minuto” “pronto in 4 secondi” “questo piatto si autodistruggerà in 3…2…1…!” .

Ma come in tutte le scelte, ce ne sono di valide e di meno valide. giphy
Buona opzione dal banco surgelati per il – pesce non elaborato (NO impanature e NO miscugli del tipo “pesce + verdure, tutto in un unico fantastico hamburger”).
Standing ovation per le verdure, e per i minestroni.
Alcune verdure da congelate perdono alcuni antiossidanti, altre ne aumentano la biodisponibilità secondo dei piccoli studi fatti nelle università del Nord Italia.

Piccolo accorgimento, leggi l’etichetta. Se il contenuto è di sole verdure, legumi e ortaggi ci piace, se compaiono conservanti, lieviti e farine, possiamo lasciare quel prodotto al fresco.
Pesce (anche carne) e verdure, se ben scongelate (No, sotto l’acqua calda non è bene), non perdono i loro valori nutrizionali.

2. Il banco sopravvivenza da campeggio.
Se non amate cucinare questo è il banco che fa per voi. E’ quello tipico di quando si fa una vacanza in tenda.
O della beneficenza.
Si, perchè comprende tutti prodotti che scadono tardi, che non hanno bisogno di freddo o di lunghe preparazioni.
legumi (in vetro, latta o scatola) già lessati, che sono ipocalorci, pronti all’uso e anche abbastanza buoni.
Accorgimenti ne abbiamo? Oltre a leggere l’etichetta, sciacquateli bene prima dell’utilizzo.
Il sugo o i sughi pronti.
Non sono il male del mondo, a patto che abbiano delle etichette ben fatte. Se non volete diventare dei cuochetti provetti, tutti sminuzza e tagliuzza e prepara, dovete diventare degli esperti di etichette.
La regole sono semplici: pochi ingredienti, il più possibile “puliti”.
Un sugo di pomodoro, aglio, peperoncino e olio (in quest’ordine meglio) ci piace.
Un sugo di pomodoro, olio, aglio, peperoncino, olio di semi, zucchero… ci piace meno.

3. Carne e pesce
Se non amate cucinare, sarete forse più predisposti a preferire la carne.
Sembra che costi meno ed è più “maltrattabile” ai fornelli.
Dalla confezione alla padella in pochi minuti.
Delle fettine, una piccola bistecca o dei petti di pollo sono una soluzione facile, che richiede giusto il tempo di scaldare la piastra.
Ma, c’è un ma.
Si può riservare lo stesso tipo di trattamento ad alcuni tipi di pesce (precedentemente puliti dal pescivendolo, che mondo sarebbe senza i pescivendoli!), se cotti dalla parte della pelle.
Il salmone, tanto amato dalla mia categoria è uno di questi.
Ma c’è di più, in commercio esistono delle buonissime alternative al pesce fresco.
Il caro vecchio tonno, preferibilmente sott’olio (ben sgocciolato) e in vetro anzichè in latta.
Sgombro e salmone al vapore o ai ferri…
E il caro vecchio salmone affumicato.
Dalla confezione al piatto in 3…2…1…

4. Verdure si, ma non solo insalata.
Con l’estate è stato semplice, grazie alle insalate in busta,giphy (1)
che non hanno bisogno di essere lavate, sono un escamotage perfetto per chi rifiuta i fornelli.

E con il caldo che ha fatto quest’anno, i fornelli li abbiamo rifiutati un po’ tutti.
Ma l’insalata da sola non copre (quasi) mai “una sana dose di verdura e ortaggi”.

Si, ma le verze, radicchio e broccoli hanno bisogno di preparazioni lunghe e cotture poco piacevoli a livello di aroma.
Cosa fare allora?

Preferire quelle in busta come spinaci, cicoria e bieta già lavate e tagliate.
Sono come l’insalata, ma molto più nutrienti.
E non hanno tutte veramente bisogno di essere pre-lessate.
Gli spinaci ad esempio, mantengono intatti molti più antiossidanti se sottoposti a cotture veloci e conditi con qualche goccia di olio d’oliva.
Ripassati in padella is the way.

5. E se mangio fuori?
Questo vale un po’ per tutti. Il grande problema di chi mangia fuori, per ragioni di tempo o di organizzazione è il non riuscire a fare dei pasti completi o bilanciati.
Un panino veloce, un piatto di pasta alla mensa, un riso in bianco , sono piatti facilmente reperibili, anche se non equilibrati per la dieta di ogni giorno.
Diventano anche i responsabili di “una fame pazzesca all’ora di cena“.
Il modo più semplice per organizzarsi è quello proposto dall’Università di Harvard.
Facilmente riproducibile anche in una tavola calda.
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6. Sulla frutta non c’è scusa che tenga.
In estate e in inverno non ha bisogno di essere trattata o cotta in alcun modo. Bisogna soltanto ricordarsela e sciacquarla o sbucciarla.
Se proprio il cibo ci annoia, preferire frutta che si sbucci facilmente (banane, agrumi) o che si possa consumare con tutta la buccia (mela, pera, albicocca…).
No, non è vero neanche che il nutrimento è tutto lì.