Mangiare bene non è peccato. 25 Settembre 2017 – Posted in: Dieta, il Blog

I nutrizionisti ne vanno fieri.
Li vedete tutti dentro i loro camicetti bianchi a ululare la gioia del “prodotto fresco e di stagione”.
Siamo un branco.
(vi pregherei di non continuare la frase precedente)
Almeno su questo siamo (quasi) tutti d’accordo.
Ammesso che sappiamo cosa sia di stagione e cosa no.

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Per anni si è considerata la dieta solo in nome della funzionale riduzione dell’introito di calorie. Funzionale nel senso che in linea generale funziona.
Facciamola facile.
Se abitualmente consumi 5000 kcal e inizi una dieta da 2000 kcal, perderai del peso.
E’ oggettivo.

Questo concetto puramente matematico, 0
ignora che l’essere umano di matematico ha poco.
E in genere la matematica, l’essere umano, la odia.

Sul perdere peso per  bene, moderatamente e favorendo la perdita di massa grassa, ti serve un esperto.
Per tutti gli anni in cui non si è saputo come fare, anche grandi medici (spesso grandi solo di età), hanno sintetizzato la riduzione calorica in “40g di pasta, verdure a volontà, niente dolci, niente fritti, niente formaggi”.
Niente – niente – niente.

Il risultato? Quasi tutti quelli che sono a dieta, sono a dieta da un sacco di tempo, ne hanno provate un milione.
Il continuo imperterrito tentativo di ottenere un risultato che non arriva.

Perché l’esclusione di uno o più alimenti non è destinata a durare, tolto il caso in cui il nostro copro non riconosca determinati componenti (allergia).
Perchè l’esclusione di pane, pasta e compagnia, è spesso vissuta come punizione.
E le punizioni sono destinate a finire, ma a lasciarci dei ricordi.
Questo si fa, perchè una volta sono stato punito.

Che sia questa la causa cheha alimentato il concetto di “cibo giusto- cibo sbagliato” che noi nutrizionisti ululatori dovremmo cercare di allontanare?

E’ per questo che “dieta” è un concetto associato a quello di cattiva cucina e di cucina da ospedale, ignorando completamente l’importanza del rispetto per il gusto e alimentando invece quello di pregiudizio nei confronti del cibo.

In un mondo come quello di oggi dove andiamo talmente di fretta da aver perso ogni consapevolezza, (se tenessi un diario alimentare per 4-5 giorni scopriresti delle cose interessanti) escludere cibi o gruppi di alimenti è lo stratagemma più semplice per ottenere un risultato a breve termine.

A BREVE TERMINE.

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Togli la pasta, il latte fa male, l’olio di palma ti spia mentre dormi, lo zucchero è responsabile dell’effetto serra…
L’ho letto su facebook.


I tempi sono cambiati, per cui è necessario valutare dei piani alimentari che comprendano, anzichè escludere, che permettano, anzichè vietare, che lascino spazio a quello che di bello c’è nel mangiare: farlo insieme a qualcuno, farlo scegliendo ciò che ci piace.

la vita di oggi ha bisogno del fast food”
La vita di oggi ha bisogno di saper gestire il fastfood, di rispettarne l’esistenza e di utilizzarlo occasionalmente.
La dieta di oggi ha bisogno di imparare cosa voglia dire occasionale.
Che quel “un extra ogni tanto si può fare” non ha nulla di male.
A parte il non saper rispondere alla domanda: quanto è “ogni tanto”?

Che ci stiamo sempre più muovendo verso una perdita di controllo nei confronti del cibo, quando, fino a prova contraria, dovremmo essere noi a controllare cosa mangiamo.

Fonti:
– American Dietetic Association
– Eugenio Del Toma, Vivere senza dieta –  Il pensiero scientifico editore
– http://www.slowfood.it
– Morgan Spurlock – Supersize me