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Sono una giovane (per ora) dietista di Roma, preparata e attenta ai bisogni del paziente.

Elaboro piani nutrizionali personalizzati per individui sani, con patologie e mi occupo di educazione alimentare per adulti e bambini.

Dal 2014 mi occupo del trattamento dietetico – nutrizionale in gravidanza, e dal 2017 collaboro con lo Studio Ostetrico Ginevra.

Dal 2015 mi occupo del trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in collaborazione con la Dott.ssa Barbara Fornaciai.

Da Novembre 2014 svolgo attività di libera professione presso studi di Roma, in collaborazione con medici e professionisti sanitari.

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Fare la spesa a dieta?

Fare la spesa a dieta?

La dieta inizia dal carrello. O forse ancora prima.
Inizia da cosa pensiamo dello “stare a dieta” e da cosa, di conseguenza, metteremo nel carrello.
Di seguito una manciata di consigli pratici per comportarsi bene al supermercato – al mercato o in qualsiasi altro posto si faccia la spesa.

Sarò banale, ma anche la spesa è di quelle attività che non facciamo consapevolmente.
Questo influisce sul nostro girovita o sulla difficoltà di perdere peso? Poco o molto, di certo ha una sua importanza, anche in piccolissime scelte.
Un po’ come chi tira con l’arco. Se si sposta anche di un solo millimetro, sul lungo, la freccia cambia completamente punto di arrivo.
giphyPreparazione:
Come si va a fare la spesa? Senza fame.
Avere fame di fronte agli scaffali annebbia la nostra lista della spesa – scritta o meno – e ci spinge ad acquistare prodotti che sazino,anche solo idealmente, questo nostro stimolo.
Vincenti in questo processo, i prodotti vicino alle casse dei supermercati. Rapidi, golosi ma spesso pieni di zuccheri. Tipo? Snack veloci al cioccolato, frutta secca già sbucciata, caramelle e simili.
Soluzione: scegliere, ove possibile, orari in cui non ci sia fame per andare a fare la spesa.
Subito dopo mangiato può essere una buona idea.

Composizione del carrello:
qui entra di certo in gioco la vostra dieta.
Dieta intesa come stile di vita, sia chiaro. Se siete sportivi, vegetariani o dovete confrontarvi ogni giorno con una patologia dall’impatto alimentare importante (allergie, diabete, pressione alta) avrete di certo delle indicazioni più precise da seguire.
Allo stesso modo, se “siete a dieta”, ciò che scegliete di portare adal supermercato a casa e di tenere in dispensa influirà di certo sul raggiungimento dei vostri obiettivi.
In linea di massima, sulla composizione del carrello, bisogna cercare il più possibile di scegliere prodotti freschi nel reparto ortofrutta.
Frutta e verdura, soprattutto “cucinabile in anticipo” per organizzare al meglio la propria settimana.
Questo periodo è quello in cui sono presenti molte verdure/ortaggi che hanno bisogno di cotture lunghe, come la lessatura.
giphy
Comodissime da avere in casa, lessare la domenica e consumare nei giorni a venire.
Consiglio:
Provate anche ad acquistare verdure/ortaggi nei confronti dei quali nutrite dei pregiudizi. Perchè è molto che non li mangiate, perchè non sapete come cucinarli, per qualsiasi altro motivo, sperimentare è sempre utile.
Google vi offre milioni ricette.
Prendete me, che le rape rosse non le amo, ma che rendono tutto molto rosa.Ogni tanto le acquisto e sperimento. Con più o meno successo.


Ma a cosa fare attenzione quando si fa la spesa?
Di getto risponderei alle etichette. Se non avete indicazioni specifiche per la vostra salute, sarà semplice scegliere prodotti perlopiù freschi (non solo frutta e verdura, ma anche formaggi freschi, carne e pesce di un certo tipo) o prodotti che in etichetta contengano pochi ingredienti.
Certo, bisognerebbe prestare attenzione anche a quali ingredienti.
Gli ingredienti dei prodotti che acquistiamo (vale anche per le creme per il viso) sono in ordine per contenuto. Il primo è il più contenuto, l’ultimo il meno contenuto.
Se dobbiamo prestare attenzione al contenuto di sale o di zuccheri, acquistare prodotti che ne siano sprovvisti o in cui questi compaiano solo alla fine, può essere davvero utile per la nostra salute.
Consiglio n.2, non farti abbindolare.
Se facciamo la spesa in fretta e affamati, sostanzialmente la faremo più velocemente.
La velocità va d’accordissimo con i claims, ovvero le scrittine invitanti presenti sulle etichette.
Il nostro cervello lavora per associazione.
Legge “senza grassi” e pensa a donnine in bikini che corrono sul prato con nastri colorati.
Legge “light” e pensa al numero sulla bilancia che scende.
Legge “naturale” e pensa al nonno in campagna e al fatto che “si viveva meglio prima”.
Se abbiamo fretta, fame o voglia di rimetterci in forma, non stiamo a pensarci su.
Nel nostro carrello “senza grassi”, “light” e “naturale” hanno via libera.
Come sapete, o forse avete già provato, questo non basta per ottenere o mantenere un risultato.
Spesso dietro uno yogurt “senza grassi” si nasconde lo stesso quantitativo di carboidrati di alcuni piccoli gelati industriali.
Dietro un “naturale” c’è soltanto un’etichetta verde, con delle foglioline qua e là.
SOLUZIONE FINALE.
Spesso i pazienti nuovi che vedo nel mio studio affermano frasi come: “io so cosa dovrei fare: aumentare frutta e verdura, mangiare più prodotti freschi e meno elaborati, consumare più pesce e legumi”.
Il problema non è il conoscere o meno queste linee guida. Se usciamo dal mercato con 1 busta di zucchine, 2 filetti di pesce, biscotti, dolci, prodotti pronti e da forno, il vero problema è l’applicazione di queste linee guida.
Se il nostro carrello è composto esclusivamente da cibi utili al nostro obiettivo di salute e tutto il resto non entra in casa, quando abbiamo desiderio di concederci qualcosa di più, di goloso o di diverso, saremo costretti ad attrezzarci per trovarlo.
Da “prendi il gelato” a “usciamo, vestiamoci e andiamo a prendere il gelato”.
Da “Stasera friggiamo” a “andiamo al ristorante X, che fanno il fritto migliore del mondo”.
Può sembrare che cambi poco, ma sul lungo termine, la vostra freccia sarà finita da tutt’altra parte.

 

 

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