Cheto – che? 30 Aprile 2020 – Posted in: il Blog, Uncategorized

Cheto – cosa?

Troppo spesso nominata, troppo spesso utilizzata, troppo incautamente consigliata,

la dieta chetogenica è il nuovo fronte del “ho trovato IL rimedio alla perdita di peso”.

Sovrapporla alle nostre linee guida, è come sovrapporre Mimosa a una cavalletta esclamando che sono entrambi animali.

Povera cavalletta.

Dando per buono (si spera, che lo diamo per buono), che le Linee Guida per una sana e corretta alimentazione hanno un background ricco di studi, confronti scientifici, per nulla casuali e studiati attentamente.

La dieta chetogenica non vanta le stesse spalle, e già questo basterebbe a dedicargli quell’ottica di precauzione che troppo spesso, a livello nutrizionale, viene dimenticata.

Non si sa bene se quelli finora noti come effetti positivi, lo siano davvero e fino a che punto.
O fino a quando.
Non abbiamo sufficienti studi, su un campione sufficiente , per un tempo sufficiente per lasciarla prescrivere a destra e a manca.

Eppure… Vediamola un po’ meglio

In generale la dieta chetogenica è una dieta sbilanciata a favore dei grassi, che coesistono in rapporto alle proteine ben definito e misurato (3:1 o 4:1), per cui è – tra le altre cose – (quasi sempre) impossibile farla “ a occhio” o “ a grandi linee”.

Esclude frutta, cereali e legumi e prende in considerazione soltanto alcuni tipi di verdura, ortaggi ed erbe aromatiche, non quelle col più alto apporto di carboidrati: no zucca, no carote, no peperoni, no rape (questo potrebbe anche andarci bene, a chi piacciono le rape?), no cipolle…

Le proteine presenti non sono quasi mai “troppe”, ma l’attenzione da riservarsi è quasi tutta
alla semi – esclusione dei carboidrati.

Tolti quelli dall’alimentazione, si scatena l’inferno.

Tra i nostri organi e sistemi, ce ne sono alcuni piuttosto capricciosi che consumano in maniera esclusiva glucosio,(sono glucosio-dipendenti), che si ricava facilmente a partire dal consumo di carboidrati.

Per citarne alcuni: il cervello, Il testicolo, il midollo osseo, il rene…
Vi sto spaventando almeno un po’? Vado avanti.

Se glucosio non ne introduciamo, andiamo a prendercene dalle riserve messe (glicogeno*) nel muscolo e nel fegato.
Quando finiamo anche quello di riserva, perché siamo proprio convinti che la chetogenica sia la via, se non ne introduciamo con i carboidrati, andiamo a fabbricarcelo, ad un costo elevatissimo, a partire dal altre molecole. (gluconeogenesi)

Soprattutto nella fase iniziale di questo processo, NON stiamo dimagrendo.
La massa grassa se ne resta buona buona dove l’abbiamo messa negli anni e ciò che perdiamo è massa magra, prevalentemente acqua e muscolo.

Aspetta, ma i corpi chetonici?
Il nostro organismo inizia a produrre glucosio da proteine e grassi, ad un costo elevatissimo e organi come il cervello, che sanno usare anche i corpi chetonici “rifiutano” quel glucosio e iniziano ad utilizzare i corpi chetonici al suo posto.
Questo “meccanismo”, viene messo in atto anche in situazioni fisiologiche di digiuno prolungato o dopo uno sforzo intenso.

Il nostro metabolismo si adatta alle prove a cui lo mettiamo, costantemente.

Per iniziare  a utilizzare corpi chetonici al posto degli zuccheri dovremmo seguire (bene) un protocollo chetogenico per giorni.
Per annullare questo effetto, basta un frutto.


Pensate che, si racconta in tutti i corsi sulla dieta chetogenica, 

una signora di un paesino di campagna, non riusciva a entrare in chetosi per via delle messe, durante le quali assumeva regolarmente l’ostia…
Ah! I sacramenti.

Gli effetti collaterali di questa dieta non sono pochi e non sono trascurabili: si va dalla secchezza della fauci, con rispettiva alitosi, mal di testa, crampi, vertigini, indebolimento delle ossa …

Bene, ora che un po’ di paura ce l’abbiamo, deglutite.
Proviamo a capire allora perché sta avendo tanto successo.
I motivi sono del tutto consoni a chi cerca di (s)vendervela costantemente con qualche novità.

Fanno cioè leva sulle oggettive comuni difficoltà di chi è a dieta.

1. Soppressione dell’appetito.
Rispetto ad altre diete IPOCALORICHE, la dieta chetogenica “non fa venire fame”.
Il motivo è che i corpi chetonici hanno effetto anoressizzante, diminuendo i livelli di quell’ormone responsabile del senso di fame (grelina).

2. Nasce per patologie gravi e delicate, per le quali potete esclamare un ooooh con la manina sul cuore.
Ad esempio? Ad esempio l’epilessia farmaco resistente nei bambini.
Vi sento.

3. I chili sulla bilancia se ne vanno via veloci e se venite da un passato di tante diete, ci fate affidamento a quei numeri lì.
Sono fonte di motivazione-demotivazione, sono indice di quanto siete stati bravi. NO.
E’ quello che vi siete (vi hanno) abituato a pensare.
Il fatto che il peso scenda rapidamente DEVE farvi pensare a cosa succederà dopo? Come mantengo dopo questo effetto, seppur non equilibrato/sano?

Quindi? Quindi NIENTE.
Quando una cosa funziona anche se per una patologia così specifica, si tende (STUPIDAMENTE) a pensare che “se fa bene a loro, figurati a me che questa patologia non ce l’ho”.

Se ci pensate, si è attuato lo stesso schema di pensiero quando sono “andate di moda” le prescrizioni di anfetamine usate per perdere peso.
Chi prende anfetamina dimagrisce, allora a chi vuole dimagrire diamo anfetamina.

Tralasciando l’etica, magari.
Fosse così facile, il C.d.L in Dietistica durerebbe 12 minuti, 40 pdf e un brindisi.

Facciamo una cosa, da pazienti.
Mettiamocela veramente la manina sul cuore e lasciamo a patologie tanto complesse e delicate trattamenti dietoterapici tanto impattanti.

Facciamo una cosa, da professionisti.
Mettiamoci una manina sul cuore e lasciamo agli SPECIALISTI trattamenti dietoterapici tanto impattanti e concentriamoci sull’educazione alimentare, che è il grosso cruccio di questi tempi.

Articolo liberamente ispirato al video: https://www.youtube.com/watch?v=LwIAGTcna_8&fbclid=IwAR3jv7gW9qx4GBjIaUwTWQWjQ0OV799PI_ZNX0GCfuvH27O8FSV_jJFwhLI