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Sono una giovane (per ora) dietista di Roma, preparata e attenta ai bisogni del paziente.

Elaboro piani nutrizionali personalizzati per individui sani, con patologie e mi occupo di educazione alimentare per adulti e bambini.

Dal 2014 mi occupo del trattamento dietetico – nutrizionale in gravidanza, e dal 2017 collaboro con lo Studio Ostetrico Ginevra.

Dal 2015 mi occupo del trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare in collaborazione con la Dott.ssa Barbara Fornaciai.

Da Novembre 2014 svolgo attività di libera professione presso studi di Roma, in collaborazione con medici e professionisti sanitari.

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Sindrome dell’ Intestino Irritabile – Chiacchiera introduttiva

Sindrome dell’ Intestino Irritabile – Chiacchiera introduttiva

La sindrome dell’intestino irritabile (anche conosciuta come IBS) colpisce prevalentemente le donne in una fascia d’età variabile tra 20 e 50 anni.
Come se non bastassero ciclo mestruale e menopausa, grazie eh.

E’ caratterizzato da dolore addominale che migliora in genere dopo l’evacuazione.
No, se ti senti gonfia/o dopo mangiato, non è detto sia intestino irritabile.
Fortunatamente.
Oltre al dolore addominale, è facilmente associato a senso di debolezza, affaticamento generale.
Tutte cose che possiamo facilmente attribuire ad altre mille situazioni: la routine abituale, la perdita di routine durante che so, una quarantena indotta da un virus.
Quindi la simpaticona (la sindrome) non è neanche facile da riconoscere.


L’alvo (ovvero la frequenza con cui si va di corpo), può essere stitico, diarroico e alternato.
L’IBS è una sostanziale confusione.

Cause:
Tra le cause troviamo tutta una serie di fattori psicosociali,

come la presenza cronica di stress o traumi, anche qui, la definizione è cosa complessa.

Cosa definisca una determinata situazione stressante o traumatica è del tutto personale, variabile e di intensità diversa.  Seguono alterazioni a carico della motilità intestinale (che sono sia causa che conseguenza) e ad esempio,l’ uso cronico di farmaci.

Diagnosi:
La diagnosi, effettuata da un medico secondo i Criteri di Roma IV (fino a prossimo aggiornamento) si effettua se la presenza di dolore addominale è riscontrata per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi + si presenta una tra le seguenti condizioni:

  1. Sollievo dal dolore dopo l’evacuazione: Dopo essere andati di corpo i/i dolore/i si alleviano o passano del tutto.
    Sarà importante attraverso un diario, valutare anche i tempi dal pasto all’eventuale evacuazione.
  2. Frequenza modificata delle feci: Negli ultimi tre mesi l’abituale frequenza dell’alvo è modificata, si va più o meno spesso.
  3. Aspetto modificato delle feci: forse non tutti sanno che, per le feci, esiste una scala di valutazione, nota come la Scala di Bristol, attraverso la quale si può registrare l’aspetto delle proprie feci per valutare l’IBS e altre patologie a carico del tratto intestinale.Scala di Bristol

 

E’ vero che non si guarisce mai?
La patologia ha andamento fluttuante.
Oggi si, domani no, dopodomani forse. Al momento non esistono terapie in grado di risolvere del tutto questa situazione, ma con dietoterapia, terapia farmacologica e spesso con l’aiuto della psicoterapia si può mantenere per lunghi periodi la patologia in stato silente.
E l’intestino irritabile, muto.

Quali sono dei consigli generali per tenere a bada un intestino irritabile?
Alcuni, vi suoneranno familiari.

    1.  Mantenersi idratati a sufficienza per reintrodurre i liquidi in caso di alvo diarroico, o bere a sufficienza per aiutare l’alvo stitico.
      In entrambi i casi, bere a sufficienza. 

Acqua chiaramente.

  1. Attività fisica.
  2. Alimentazione:
    Ridurre al minimo o evitare proprio il consumo di:
    – cavoli e broccoli, tutte le varietà
    – Insalate a foglia, soprattutto lattuga
    – Legumi secondo tolleranza, iniziare usandone pochi o decorticati e valutare la propria tolleranza;
    – Chewing gum, caramelle e snack contenenti dolcificanti il cui nome termini in -olo come sorbitolo, mannitolo, xilitolo…
    – Cotture violente come la frittura o molto prolungate, fate ciao con la manina allo stufato.
    – Caffè, cioccolato e alimenti/bevande contenenti sostanze nervine
    – Alcolici4. Eventuale supplementazione a base di:
    Fermenti, pro – prebiotici
    Lassativi in caso di alvo stitico
    Integratori, qualora sussistano carenze

 

Se vi sta venendo il dubbio che questi consigli, siano simili a quelli che tutti, in generale anche in assenza di patologia dovremmo seguire, siamo sulla strada giusta.

 

#citalefonti
– Criteri di Roma IV
– Stipsi Cronica – A. Corazziari

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